
PAOLO SACCHI in “Henoch”Nel frattempo, tento di non perdere i contatti con il «Libro di Giobbe», rileggendolo – quando capita – nelle varie traduzioni della Bibbia, più o meno buone, che circolano per casa; consultando assiduamente le 874 pagine (utilissime tutte) del Giobbe, traduzione e commento di Gianfranco Ravasi.
BENIAMINO PLACIDO in “La Repubblica”Possiamo affermare di avere ora a disposizione, in Italia, un «Giobbe» che vuole essere esaustivo a livello di alta divulgazione. Ciò che qui ne abbiamo detto è solo un pallido riflesso delle infinite cose che vi si possono trovare. Esso sarà certamente utilissimo per studenti in teologia, per circoli biblici, per una lettura spirltuale-culturale, per conferenze e dibattiti sull’eterno problema della sofferenza umana. Il grandioso sforzo compiuto dal Ravasi in evidente simpatia col biblico personaggio è certamente riuscito a renderlo attuale e parlante.
ROMANO PENNA in “L’Osservatore Romano”
Questo poderoso commento di G. Ravasi è un prezioso, e sotto molti aspetti originale, contributo allo studio scientifico del libro biblico di Giobbe…La versione del testo ebraico è nuova, letterariamente saporosa e pregevole, filologicamente cauta ed accurata…L’opera di Ravasi è ben riuscita, e uno strumento validissimo, scritto in linguaggio elegante e piacevole, per studiare e anche per gustare un’opera suprema della letteratura mondiale quale è il libro di Giobbe.
ANTONIO BONORA in “Parole di vita”
Questa grande intrapresa su Giobbe dimostra, se pur ce n’era bisogno, l’impegno e la preparazione di G. Ravasi e l’interesse e l’eccezionalità di un libro come quello di Giobbe, spesso oggetto di fraintendimenti più che di incomprensioni.
G. ARLEDLER in “Civiltà cattolica”
