
Gabriele D’Annunzio – Le vergini delle rocce
Pubblicati i suoi primi romanzi, Gabriele D’Annunzio entra in contatto con l’opera del filosofo e pensatore tedesco Friedrich Nietzsche e con il tema del “Superuomo” a cui l’autore si ispira nel dar vita alla figura di Claudio Cantelmo.
L’aristocratico musicista Claudio Cantelmo abbandona Roma e si ritira nella sua antica dimora nell’Agro romano per sfuggire alla dominante meschinità dell’Italia post-risorgimentale e piccolo-borghese. In cerca di una donna adatta al suo rango, con cui condividere il suo disegno e generare il futuro Re di Roma, si imbatte in tre sorelle: Violante, avvenente e sensuale; Anatolia, piena di generosa energia; la dolce e fragile Massimilla, vocata alla monacazione.
“Le vergini delle rocce” con il suo culto del “dominatore” finisce inconsapevolmente col negare il superomismo, creando un eroe fragile e vittima della sua stessa follia. Il titolo del romanzo dannunziano si riferisce al celebre dipinto di Leonardo Da Vinci, custodito nel museo parigino del Louvre.
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