
Tutto è iniziato con un palloncino rosso legato a una transenna. E una foto fatta con il telefono. E un’app di intelligenza artificiale aperta per curiosità alle undici di sera. Da quel momento, Gianluca Zurlo — manager culturale, organizzatore di mostre, non-esperto-di-tecnologia per sua stessa ammissione — si è ritrovato a fare domande sempre più grandi: cosa significa “stile” quando un algoritmo può replicarlo? L’IA può davvero capire cosa è bello? E soprattutto: in un mondo dove le macchine fanno arte, cosa ci rende ancora umani? Il Palloncino Rosso e l’Algoritmo è un viaggio curioso e appassionato attraverso il rapporto tra intelligenza artificiale e mondo dell’arte. Dai laboratori di restauro del Rijksmuseum ai musei virtuali aperti 24 ore su 24, dalla caccia ai falsi algoritmici alle testimonianze interattive dei sopravvissuti all’Olocausto, dalle battaglie sul copyright ai workshop dove l’IA diventa strumento educativo. Un libro per chi lavora nella cultura e vuole capire cosa sta succedendo. Per chi ama l’arte e non sa bene cosa pensare di tutto questo. Per chi ha paura che le macchine sostituiscano la creatività umana — e per chi invece non vede l’ora.
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