Giorgio Colli – La sapienza greca, 2. Epimenide – Ferecide – Talete – Anassimandro – Anassimene – Onomacrito (2006)

 

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Ai testi riguardanti l’arcaica sapienza collettiva di Dioniso e di Apollo seguono, in questo secondo volume, le testimonianze dirette e indirette dei primi sapienti, dei primi uomini cioè che abbiano lasciato una traccia individuale della loro eccellenza conoscitiva. Si tratta anzitutto di Epimenide e Ferecide, due personaggi apollinei: il primo, un divinatore del futuro e del passato, uno sciamano che ha sperimentato – dicono i testi – un sonno di cinquantasette anni, un uomo religioso che ha purificato la città di Atene dalle maledizioni divine, un poeta che gareggia con Orfeo nell’intessere i miti sugli dèi; il secondo, presunto maestro di Pitagora e primo prosatore enigmatico che attraverso l’immagine delle «sacre nozze» fra la Terra e Zeus ci dà la cifra, irta di simboli, per un’interpretazione metafisica del mondo. Seguono le testimonianze su Talete, Anassimandro e Anassimene, i cosiddetti Jonici.

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