
La compenetrazione di Io e Mondo e la trasformazione di entrambi non è frutto di un’occasione né della fantasia di un’anima bella. Per sottrarre il pensiero novalisiano alle accuse di Schmitt e di Hegel, nonché alle banalizzazioni che sradicano i frammenti di Novalis dal loro originario luogo teoretico, si propone qui l’analisi degli Studi fichtiani, riflessioni a margine della prima Dottrina della scienza. Questo permette di contestualizzare anche la proposta monarchico-repubblicana di Fede e Amore, perché solo il soggetto in relazione non autistica con il mondo, l’Io che si relaziona al Tu, permette di tradurre l’immaginazione in trama simbolica di comunicazione politica.
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