
Più volte e con qualifiche talvolta contrastanti si è tentato di definire Paolo di Tarso. Nei tempi moderni, per
esempio, F. C. Baur (t 1860), fondatore della celebre scuola
storico-critica di Tubinga, lo ha inquadrato storicamente
quale antagonista di Pietro e del partito petrino, difensore
di una visione universalistica contro il particolarismo degli
apostoli di Gerusalemme. All’inizio del nostro secolo, W.
W rede ne ha parlato in termini di « secondo fondatore
del cristianesimo ». Nello stesso tempo, A. Schweitzer ha
visto in lui soprattutto un mistico, teorico di una mistica
cristocentrica. Con disprezzo invece, nell’« Anticristo»
Nietzsche lo ha bollato con l’epiteto di « disangelista »,
cioè annunciatore di una cattiva novella.
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