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“Ne L’età dell’oro (Fazi 2001), ultimo dei sette romanzi in cui ricostruisce criticamente la storia degli Stati Uniti, Vidal afferma che l’attacco “a sorpresa” su Pearl Harbor non era in realtà tale: Roosevelt infatti ne era a conoscenza in anticipo e l’aveva persino provocato. Ne La fine della libertà, una delle sue opere in assoluto più controverse e coraggiose, Vidal si domanda se lo stesso si possa affermare per quanto accaduto l’11 settembre 2001 a New York e a Washington: “Non è proprio come quella domenica mattina del 7 dicembre 1941?”. La risposta, dice Vidal, è no. Almeno, aggiunge, “per quanto ne sappiamo ora”. Quello che sappiamo ora, prosegue Vidal in un magistrale fuoco di fila di argomentazioni serrate e amaramente ironiche spesso al limite del paradosso e della provocazione, è che la tragedia delle Torri Gemelle ha accelerato drammaticamente un processo già in corso negli Stati Uniti negli ultimi anni: le libertà individuali garantite dalla democrazia americana, il cui fondamento costituzionale risale al “Bill of Rights” del 1791, hanno cominciato ad essere disattese con sempre maggiore frequenza in nome della lotta al terrorismo e alla droga. Uno dei casi più clamorosi si è verificato nel recente passato con l’attacco di Waco contro la setta religiosa dei davidiani, in cui 82 persone, tra cui 30 donne e 25 bambini, furono uccise dalle forze dell’FBI appoggiate dall’esercito. L’episodio di Waco spinse poi Timothy McVeigh a mettere una bomba a Oklahoma City causando la strage in cui morirono 168 persone. Da oggi in poi, per combattere Osama bin Laden e il terrorismo arabo, il “Bill of Rights” potrebbe essere definitivamente messo da parte con conseguenze difficilmente immaginabili: “una volta alienato”, avverte Vidal, “un “diritto inalienabile” può essere perso per sempre, nel qual caso non saremmo più, nemmeno lontanamente, l’ultima e migliore speranza della terra ma solo uno squallido stato imperiale la cui maggiore preoccupazione è tenere a bada i suoi cittadini e il cui stile di morte, e non di vita, viene imitato da tutti”.”
