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Gregorio Nisseno nacque a Cesarea nella Cappadocia intorno al 335 da Emmelia e dal retore Basilio il Vecchio. Fratello minore di Basilio Magno, che fu la sua guida e il suo vero maestro, Gregorio si formò alla cultura del tempo frequentando ottime scuole di retorica; ma soprattutto nutri la sua mente della sapienza biblica, che innestata alle sue singolari capacità speculative, fece di lui uno dei più grandi filosofi e teologi dell’Oriente cristiano. Prima « lettore » e poi maestro di retorica, si uni in matrimonio, per quanto si sa, con la giovane Teosebia; ma dopo lasciò la vita del secolo e si ritirò nella solitudine monastica di Annesi presso il fratello.

 

Divenuto vescovo di Nissa per volontà di Basilio, mostrò subito scarse attitudini nel campo dell’amministrazione e del governo, tanto che la parte ariana poté facilmente farlo deporre sotto l’accusa di incapacità e di sperperi finanziari. Alla morte dell’imperatore filo-ariano Valente (378) fece ritorno alla sua sede, e da quel momento, in particolare dopo la morte del fratello Basilio (379), la sua autorità e la sua fama crebbero ogni giorno: ebbe un ruolo di primo piano col Nazianzeno al Concilio di Costantinopoli (381), mentre la nomina a vescovo del Ponto da parte dell’imperatore Teodosio gli conferì poteri decisionali su tutti i vescovi di quella regione e lo confermò uomo di fiducia del governo centrale. Morì poco dopo il 394.

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