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ans Blumenberg sostenne l’esame di maturità nel 1939 al Katharineum di Lubecca (lo stesso frequentato da Thomas Mann). A causa delle origini ebraiche della madre, al cattolico Blumenberg fu impedito di continuare i suoi studi di teologia.[1] Tra il 1939 e il 1941 proseguirà invece gli studi filosofici presso le università teologiche di Paderborn e Francoforte sul Meno. In seguito all’inasprimento delle leggi razziali e allo scoppio della seconda guerra mondiale dovette abbandonare gli studi e a lavorare in una fabbrica. Tornato a Lubecca, nel 1945 fu internato in un campo di concentramento nazista a Zerbst, dal quale fu liberato su iniziativa di Heinrich Dräger, il titolare dell’azienda in cui lavorava. Troverà rifugio fino alla fine della guerra presso la famiglia della sua futura moglie, Ursula. Dopo il 1945 continuò i suoi studi in filosofia, germanistica e filologia classica all’Università di Amburgo; nel 1947 conseguì il dottorato, nel 1950 l’abilitazione alla docenza all’Università di Kiel sotto la tutela di Ludwig Landgrebe, che era stato a sua volta allievo di Edmund Husserl. Nel 1958 fu nominato professore straordinario all’Università di Amburgo, nel 1960 ordinario all’Università di Gießen. Nel 1965 si trasferì all’Università di Bochum, dove rimarrà per cinque anni prima di stabilirsi, nel 1970, a Münster, dove rimase fino al 1985, anno in cui fu nominato professore emerito. Blumenberg è stato membro della Accademia per le scienze e la letteratura di Magonza (dal 1960), della “Senatskommission für Begriffsgeschichte” (Commissione del Senato per la storia concettuale) della Deutsche Forschungsgemeinschaft, sotto la presidenza di Hans Georg Gadamer, nonché cofondatore del gruppo di ricerca “Poetik und Hermeneutik”. Hans Blumenberg ha avuto quattro figli, tra i quali la scrittrice e traduttrice Bettina Blumenberg.
