
Italian | AZW3/EPUB/PDF | Pagine: 291 | Feltrinelli | 1962
La spirale a cui il titolo di questo romanzo allude è innanzitutto la spirale dell’insonnia: l’ “eterno ritorno” di un tema nella luce leggermente allucinata, rarefatta, insolita e definitiva di una notte senza riposo.
Ma la spirale è anche il tema: una vita che gira attorno, dolorosamente, al suo mancato compimento, all’ineffabilità, al sentimento dell’estraniazione e dell’isolamento.
Una spirale che ha cinque giri, cinque “gironi,” si vorrebbe dire: da un lungo e remoto dialogo notturno che risale all’adolescenza del protagonista e che rievoca un amore non consumato, a un incontro inconsueto negli anni di crisi morale che coincidono con l’università, al lungo resoconto di un processo per la scomparsa della moglie, fino all’espiazione, al carcere, e al finale smarrimento in un misterioso paesaggio di neve.
Ma dietro il tema, dietro l’episodio in cui a malapena si incarna il senso o meglio il non-senso di un’esistenza, si svolge una trama sottilissima di allusioni, di suggerimenti, di richiami che ci introducono in un mondo precario, incerto, inafferrabile, nell’atmosfera insidiosa di una totale incertezza e dell’incomunicabilità. Ai margini della “vita,” una vita spettrale, diafana, imponderabile e insieme irrevocabilmente necessaria. È il mondo dell’io ridotto a se stesso?
“Viviamo tutti,” scrive il critico tedesco Karl Silex, “in un mondo fondato sulla collettività e la sicurezza, e perciò di fronte alla costante tentazione di adeguarci a questo mondo, senza accorgerci che cosi trascuriamo il nostro io. Il monito di Nossack si rivolge al ‘singolo,’ lo invita a sottrarsi alla pressione del mondo circostante. Perché abbiamo dimenticato il gioco delle dipendenze che cercano di sopprimere i doveri che ciascuno ha nei confronti di se stesso.”
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