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Poiché questo libro di storia si rivolge alla generalità dei lettori, ho cercato di evitare il più possibile le note, che nella maggior parte dei casi distraggono e confondono. Il culto delle annotazioni a pie’ di pagina, che può giungere fino a riempire di minuti caratteri tipografici un’intera pagina in riferimento ad un’unica riga del testo, è senz’altro prova di diligenza, ma può anche rappresentare una fastidiosa forma di esibizionismo. Per i lettori interessati alle fonti del mio lavoro, ho aggiunto una bibliografia, anche questa ridotta all’essenziale. Se tutti gli articoli consultati nell’Archivio Storico per le Province Napoletane ed in Napoli Nobilissima fossero stati citati in particolare, la sola bibliografia sarebbe diventata un volume. La generosa Società di Storia Patria di Napoli è ricca di una infinità di manoscritti, libri, opuscoli e giornali che trattano ogni periodo della storia napoletana, e gli Archivi di Stato si sono recentemente arricchiti coll’acquisto delle raccolte del Duca di Calabria, per cui un’intera vita di studio non sarebbe sufficiente. Fortunatamente i Napoletani tengono molto alla loro storia, così che in questa miniera, ancora inesplorata, ci si può sempre aspettare di scoprire nuovi tesori. L’autore desidera ringraziare tutti coloro che lo hanno generosamente aiutato in questo suo lavoro: Ferdinando Acton, Principe di Leporano; il Conte Riccardo Filangieri, Direttore del Grande Archivio; il dottor Massimo Fittipaldi, della Biblioteca Nazionale; il professor Ernesto Pontieri, Rettore Magnifico dell’Università degli Studi e direttore della Società Napoletana di Storia Patria, e i suoi colleghi, professore Alfredo Parente e signora Olga Quarta; la signora Giulia Betocchi, che ha prestato all’autore i preziosi libri della biblioteca del figlio, il compianto capitano Alessandro Betocchi; il dottor Gino Doria, direttore del Museo di San Martino; il professore Jean Pasquier dell’Institut Français di Napoli; la signora Clotilde Marghieri, nella cui villa, vicino a Torre del Greco, è stato incominciato questo lavoro; ed è particolarmente grato per l’aiuto ricevuto dal compianto Benedetto Croce, gigante e patriarca di tutti gli studi napoletani.

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