
Ogni formula, una volta, era un argomento.La fisica moderna pare reggersi da sola. Equazioni, rivelatori, microchip al silicio, analisi dei dati in doppio cieco: la disciplina sembra irrompere nel mondo già armata di tutto punto, come un’Atena tecnologica mai bisognosa di un padre filosofo. Eppure, ogni volta che un fisico scrive un’equazione, invoca una simmetria, definisce una grandezza “reale” o “osservabile”, sta camminando dentro una cattedrale. E la cattedrale l’hanno costruita i filosofi.La Filosofia della Fisica ripercorre, tema per tema, gli assunti silenziosi su cui poggia la scienza della natura. Nove capitoli per nove grandi domande: cos’è reale? Perché la matematica funziona? Cos’è una causa? Cos’è lo spazio, cos’è il tempo? Che cos’è il metodo scientifico? Chi è l’osservatore? Si può davvero ridurre il molto all’uno? Perché la simmetria ci appare bella? Dove finisce la nostra conoscenza? Da Platone fino ai dibattiti più recenti sui fondamenti della meccanica quantistica.L’autore scrive come un intellettuale cattolico che insiste sulla massima oggettività: equidistante fra ragione scientifica e prospettiva di fede, senza mai pretendere che l’una sia superiore all’altra. Lettore credente e lettore scettico si troveranno presi sul serio entrambi. Tre voci ricorrono come compagne discrete nei capitoli: Fulton J. Sheen per l’osservazione paziente che l’empirismo è già una tesi metafisica; Tommaso d’Aquino per l’analogia dell’essere e la struttura delle cause seconde; e G. K. Chesterton per il paradosso che chiarisce. Il calore didattico ha un debito con Giovannino Guareschi a livello di stile –- immagini concrete, parlare piano –- non di ambientazione.Questo è il primo di due volumi gemelli. Il compagno, La Fisica della Filosofia, percorre la stessa strada nella direzione opposta: dalle scoperte del laboratorio alle idee filosofiche che esse hanno scosso o confermato. I due libri sono pensati per richiamarsi a vicenda, e si possono leggere in entrambi gli ordini.Cosa si trova dentroUna rassegna tematica –- non biografica –- degli impegni filosofici nascosti nella fisica moderna.Platone, Aristotele, Tommaso d’Aquino, Galileo, Cartesio, Newton, Leibniz, Hume, Kant, Mach, Poincaré, Bohr, Heisenberg, Popper, Kuhn, Feyerabend, Sheen, Chesterton, Ortega y Gasset, Gómez Dávila –- ciascuno chiamato al banco dei testimoni quando l’argomento lo richiede.Capitoli brevi e ben costruiti, con cronologie, mappe concettuali e box “punti chiave”; bibliografia completa; indice dei nomi e indice analitico.Una autentica equidistanza: il libro non sostiene mai che la fisica scalzi la teologia, né che la teologia scalzi la fisica.Per i lettori che sospettano che la domanda più interessante della fisica sia quella che il manuale non si pone.Per gli studenti che vogliono un compagno filosofico serio del proprio percorso di fisica, senza perdere il piacere letterario della lettura.Per credenti e scettici insieme, che cercano un autore disposto a essere giusto con entrambi.
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