
Formato: EPUB
Hai mai avuto la sensazione di dover fare qualcosa in più degli altri solo per stare nel mondo?
Non qualcosa di grande. Qualcosa di sottile — quella pressione di bassa frequenza che accompagna certe mattine, quella fatica di dover costruire ogni giorno la versione presentabile di te stesso prima ancora di uscire di casa.
Volevo solo essere normale è il racconto di quegli anni. Roma e Barcellona, i viaggi da solo in Marocco e Azerbaigian, la terapia, il controllo come sistema di sopravvivenza, la salute mentale come tema che quasi nessuno nomina per quello che è davvero: la condizione ordinaria di chiunque stia cercando di stare nel mondo senza che il mondo lo distrugga.
Iacopo ha ventisei anni quando scrive questo libro. Non ha ancora risolto tutto — e lo dice chiaramente. Ma ha imparato a dare un nome alle cose mentre le viveva, a smettere di cercare una normalità che non esiste, a capire che il lavoro invisibile che faceva era uguale a quello che facevano tutti gli altri: solo che nessuno lo mostra, quasi nessuno lo nomina.
Questo non è un libro che guarisce. È un libro che accompagna. Che dice: anch’io sono stato qui. Che forse ti permette di riconoscere qualcosa di tuo in qualcosa di mio.
Una nota dall’autore: ho ventisei anni e questo libro mi è costato più di quasi qualsiasi altra cosa abbia fatto. Non perché scrivere sia difficile, ma perché guardare in faccia certe cose mentre le metti sulla pagina lo è. Se lo stai tenendo in mano, significa che qualcosa nel titolo ti ha riconosciuto. Sono curioso di sapere cosa.
Per chi ha mai pensato che gli altri stessero meglio. Per chi ha cercato il nome giusto per quello che sentiva. Per chi sa già che la normalità non esiste, ma non riesce ancora a smettere di cercarla.
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