Cameriera d'oro di [Isabell Schmitt-Egner, Andrea  Rossi]

FORMATO: EPUB

– Capelli come oro puro –

Ciò che molte donne desiderano, perseguita la giovane Aurelie come una maledizione. Le sue pesanti trecce dorate interessano anche il servo Girnot, che continua a cercare di tagliare i capelli lunghi fino alla vita di Aurelie per venderli.
Una mattina deve fuggire dal servo avido nella foresta, vestita solo di una camicia da notte e di un mantello sottile.

In grave difficoltà, riceve aiuto da uno sconosciuto che non riesce a togliersi dalla testa. Chi è? Questa domanda continua a tormentarla anche dopo aver accettato un lavoro come cameriera di cucina e la sua vita sembra prendere una svolta per il meglio, fino a quando i suoi straordinari capelli la mettono di nuovo in grossi guai.

***

“Dimmi, hai visto gli uomini che erano nella stalla quando mi hai trovato?” chiese a bassa voce.
“Che tipo di uomini?” Carlotta sembrò subito troppo interessata, tanto che Aurelie si stava già pentendo della sua domanda.
“C’erano due uomini in piedi e uno era quello che mi ha trovato nella foresta.”
“Sei sicuro?” chiese Carlotta, con gli occhi spalancati. “Lavora qui? Cominciavo a pensare che fosse solo una tua invenzione. Dopo tutto, hai battuto la testa piuttosto forte.”
“Non me lo immaginavo”, disse Aurelie mentre si dirigevano verso la lavanderia. Il cibo aveva riportato la stanchezza nel suo corpo con forza e l’idea di poter sprofondare nel letto in poche ore sembrava una chimera irraggiungibile.
“Ti credo, ma poi dobbiamo scoprire chi è il tuo sconosciuto salvatore. Oh, è eccitante! Adoro le storie romantiche!” Carlotta squittì, facendo fare ad Aurelie una smorfia dolorosa.
“Non è una storia romantica.” Aurelie chiuse la porta della lavanderia dietro di loro e controllò le braci nel piccolo camino. Doveva riscaldare il ferro da stiro prima di poter continuare a spianare.
“No, vuoi solo dire grazie”, scanalò Carlotta. “Non sai com’è fatto?”
“No. A parte la sua voce, non so niente di lui.”
E la sensazione quando mi tiene tra le sue braccia.
“Ci sono così tanti scapoli che lavorano qui”, balbettò Carlotta e cominciò a spruzzare acqua sulla biancheria stesa.
“Non si è mai parlato di uno scapolo”, disse Aurelie, infastidita dal fatto che le sue guance si stavano scaldando un po’. Ma forse era a causa del calore della stufa su cui stava facendo scaldare il ferro da stiro.
“Perché no? E se ti ha salvato perché gli piacciono tanto i tuoi capelli?.”
“Indossavo un foulard. Non ha niente a che fare con questo. Penso che sia solo … una brava persona. Niente di più.”
“Una brava persona, allora…” Carlotta aveva ancora quel tono nella voce, ma Aurelie la guardò, memore di tutte le cose che Carlotta aveva già fatto per lei oggi.

***

Quando vedo le tue righe, quasi non credo più che un re abbia una scelta maggiore di un contadino. Tutti facciamo quello che dobbiamo fare, ma ci dovrebbe essere un piccolo spazio per ogni persona dove il suo libero arbitrio conta ancora qualcosa. Per cosa viviamo se tutto è solo dovere? Uno vive il suo dovere perché l’altro possa morire nel dovere? Perché i suoi figli crescano nel dovere? Qualcosa non può essere giusto, vedete. Non ha senso, a meno che non si possa trovare anche una grande gioia nel dovere.
Credo che tu ed io abbiamo vissuto un momento che ha mostrato una via d’uscita dal dovere, un sentore che ci deve essere di più, sono d’accordo con te. Mi dispiace che tu dorma male per questo. Mi piacerebbe toglierti la preoccupazione, ma non so come.
E resto fedele alle mie idee: se mi vedeste, sareste molto delusi.
Pertanto, rimango al mio posto e vi scrivo da qui.

Il tuo qualcuno collegato a te

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