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La ristampa anastatica della quinta edizione di questo libro (quella che si può ancora comprare) ha nella mia copia la data del 1978, ma le prime edizioni sono datate 1913, 1921, 1929 e 1951! Già da questo potete capire come non si parli assolutamente di “giochi matematici” nel senso che si dà oggi al termine, ma si è più vicini ai libri dell’800 (Sam Lloyd e Henry Dudeney sono i primi nomi che mi vengono in mente). L’italianità dell’autore lo porta poi a trattare molto ampiamente la geometria: ricordo che la scuola geometrica italiana a cavallo tra Ottocento e Novecento era di fama internazionale. Troviamo così una serie di costruzioni geometriche e di definizioni di curve che oggigiorno sono sconosciute ai più, e questa parte del libro è molto interessante; d’altra parte, le decine e decine di pagine dedicate ai quadrati magici sono piuttosto stucchevoli, e si possono saltare a piè pari. In definitiva, l’interesse del libro è più che altro storico, e al limite come manuale di riferimento (magari con una lente d’ingrandimento vicino: i caratteri tipografici sono davvero piccoli!) per qualche curiosità matematica. Certo che se uno è appassionato di giochi matematici, però, questo libro è imprescindibile!
