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Dietro sua motivata e pressante richiesta, avvalorata dal Governo, il Dott. Gino Montano viene nominato Prefetto di Palermo. Palermitano di nascita ma cresciuto a Milano dove si era trasferito da bambino dopo l’uccisione del padre, un imprenditore onesto e di successo, per mano della mafia, Gino Montano torna nella città, per la quale aveva sempre provato forti sentimenti di odio e di amore, come chiamato a una missione redentrice.
Il suo arrivo coincide con l’inizio di una serie impressionante di omicidi. Uno dopo l’altro, e con le stesse modalità, vengono eliminati nel giro di una settimana i boss mafiosi più importanti di Palermo.
A occuparsi delle indagini è la Dottoressa Federica La Sala, brillante Magistrata milanese e vecchia amica e confidente di Montano, che conosce dai tempi dell’università.
L’impossibilità di venire a capo della situazione è fonte di frustrazione per Federica La Sala che, messa a conoscenza dell’ennesimo omicidio, non ritenendosi più in grado di proseguire le indagini, decide di chiedere il trasferimento ad altra sede.
Contemporaneamente, un evento di eccezionale violenza e gravità colpisce una delle zone più famigerate di Palermo, il quartiere denominato ZEN 2. Questo costituisce l’atto che mette fine all’esperienza di Gino Montano come Prefetto di Palermo. Dopo una settimana dall’entrata in servizio, Montano decide di dimettersi dall’incarico, si fa accompagnare alla stazione e di lui non si saprà più nulla.
L’ultima scena del racconto svelerà il mistero dietro quella settimana di violenza inaudita.
Il contrasto tra i sentimenti di amore e odio per Palermo – sentimenti che in genere albergano nel cuore di molti palermitani – il rigore e il senso di giustizia che sconfinano nell’impulso violento, eversivo ma allo stesso tempo risolutivo, verso la parte più degradante e mortificante di una realtà altrimenti impossibile da cambiare, caratterizzano il personaggio principale di questo racconto.
Il suo arrivo coincide con l’inizio di una serie impressionante di omicidi. Uno dopo l’altro, e con le stesse modalità, vengono eliminati nel giro di una settimana i boss mafiosi più importanti di Palermo.
A occuparsi delle indagini è la Dottoressa Federica La Sala, brillante Magistrata milanese e vecchia amica e confidente di Montano, che conosce dai tempi dell’università.
L’impossibilità di venire a capo della situazione è fonte di frustrazione per Federica La Sala che, messa a conoscenza dell’ennesimo omicidio, non ritenendosi più in grado di proseguire le indagini, decide di chiedere il trasferimento ad altra sede.
Contemporaneamente, un evento di eccezionale violenza e gravità colpisce una delle zone più famigerate di Palermo, il quartiere denominato ZEN 2. Questo costituisce l’atto che mette fine all’esperienza di Gino Montano come Prefetto di Palermo. Dopo una settimana dall’entrata in servizio, Montano decide di dimettersi dall’incarico, si fa accompagnare alla stazione e di lui non si saprà più nulla.
L’ultima scena del racconto svelerà il mistero dietro quella settimana di violenza inaudita.
Il contrasto tra i sentimenti di amore e odio per Palermo – sentimenti che in genere albergano nel cuore di molti palermitani – il rigore e il senso di giustizia che sconfinano nell’impulso violento, eversivo ma allo stesso tempo risolutivo, verso la parte più degradante e mortificante di una realtà altrimenti impossibile da cambiare, caratterizzano il personaggio principale di questo racconto.
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