Una stanza senza finestre. Un sistema che non lascia tracce. Un legame che diventa arma. Quando un corpo viene ritrovato su un ponte, Nora viene chiamata a indagare su una serie di omicidi che sembrano non seguire alcuna logica riconoscibile. Le vittime non hanno nulla in comune, non ci sono firme evidenti, nessun rituale replicabile. Solo una costante inquietante: qualcuno è entrato nelle loro vite prima di distruggerle, senza mai ricorrere alla forza. L’indagine la conduce dentro un programma segreto, progettato per trasformare il legame emotivo in strumento di controllo. Un luogo in cui la fiducia non viene spezzata, ma usata. Dove il confine tra protezione e manipolazione si dissolve lentamente, fino a diventare indistinguibile. Mentre la trama si infittisce, Nora si trova coinvolta in prima persona, costretta a mettere in discussione non solo il sistema che sta affrontando, ma il modo stesso in cui riconosciamo l’intimità, il consenso, la sicurezza. Perché il pericolo più profondo non è quello che aggredisce, ma quello che si avvicina offrendo presenza, ascolto, continuità. Dopo L’amore che resta e Nel nome di Ofelia, l’autrice si addentra in un’opera che concilia il crime con il thriller psicologico, esplorando i confini più ambigui tra controllo, fiducia e identità. Un romanzo teso e stratificato, che non cerca redenzione facile né risposte consolatorie, ma mette il lettore di fronte a una domanda essenziale: cosa resta di noi quando smettiamo di chiamare violenza ciò che funziona?
Formato: EPUB
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