
Perché la sofferenza? Come si giustifica l’esistenza del male? Da millenni, forse da sempre, l’umanità si trova di fronte a questa domanda, che in ogni epoca, e in particolar modo nella nostra, torna a proporre il suo immutabile dramma.
Nella Bibbia c’è un libro, insieme riflessione filosofica e poema sinfonico, che vibra tutto d’indicibile sofferenza: il Libro di Giobbe. Il dolore che lo pervade da un capo all’altro lacera di prepotenza il tessuto delle parole per farne erompere la domanda terribile, fuor d’ogni tempo perché è di tutti gli uomini e di tutti i tempi: perché si deve soffrire? Il personaggio di Giobbe è diventato esemplare: nessun altro, nella letteratura universale, ha subìto tante prove e perduto tutto in un breve volgere di tempo.
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