
Quando, vent’anni fa, Feiffer venne presentato per la prima volta in Italia con Il complesso facile, le accoglienze superarono ogni previsione. D’altra parte nessuno ha mai raccontato con tanta economia di mezzi, tanta semplicità e tanta penetrazione psicologica, tanta perfidia e insieme tanta pietà, le vicende dei piccoli uomini che ci passano accanto ogni giorno: contabili depressi, dattilografe anelanti, uomini di cultura, produttori di desideri, consumatori di complessi d’ogni tipo, uniti tutti da una qualità comune, il bisogno assillante, tipico dell’americano, di analizzarsi, di chiarirsi a se stesso. In Passionella e altre storie, oltre ai rapidi bozzetti in cui vengono schizzati caratteri, situazioni, tic intellettuali, vizi ideologici, si distendono due “storie lunghe”: Passionella, la storia di una donna brutta, piccola e grassa che diventa per magia televisiva una “maggiorata fisica”, e Giorgio nella luna, la vicenda metafisica e rarefatta di un uomo che vive sulla luna senza sapere chi sia e da dove venga, in un’attesa dei terrestri che verranno dallo spazio. In queste due fiabe moderne Feiffer esce dall’area del divertimento, della stessa satira e del pamphlet, e raggiunge la poesia.
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