
FORMATO: EPUB
Alcuni libri sono come battaglie. Altri sono guerre. Ai miei generali – Ann Patty, Jane Berkey e Linda Grey – grazie per aver preteso sempre il meglio; a Stephanie Tade, grazie per aver creduto dall’inizio in questo libro; a Elisa Wares e alla meravigliosa squadra della Ballantine Books, grazie per il supporto e l’incoraggiamento continuo; ai miei compagni – Megan Chance, Jill Marie Landis, Jill Barnett, Penelope Williamson, e Susan Wiggs – grazie per essere sempre stati presenti, ad ascoltare, a ridere e tutto il resto; e al mio angelo custode e guardiano, mio mentore e amico, Andrea Cirillo, grazie di tutto.
Parte Prima
Il vero viaggio alla scoperta di se stessi
non sta nel cercare nuovi paesaggi
ma nel guardarli con occhi nuovi.
Marcel Proust
1
Piccole gocce argentate cadevano da un cielo stanco. Il sole era nascosto chissà dove dietro le nuvole, troppo debole per lasciare almeno un’ombra leggera.
Era marzo, il mese malinconico per eccellenza, immobile e grigio, ma il vento cominciava a riscaldarsi e portava con sé promesse di primavera. Alberi che fino alla settimana prima erano nudi e fragili sembravano essere cresciuti di venti centimetri nell’arco di una sola notte, e se, per caso, il sole colpiva un ramo si intravedevano i rossi germogli, promesse di una vita nuova. Di lì a poco le colline di Malibu sarebbero fiorite, e per alcune brevi settimane quello sarebbe stato il più bel posto sulla faccia della terra.
Come le piante e gli animali, i bambini californiani sentivano l’arrivo della bella stagione e sognavano i gelati e i bermuda dell’anno prima. Anche i cittadini più incalliti, che vivevano in grattacieli di vetro e cemento dai nomi pretenziosi come Century City e Cardiff-by-the-Sea, si lasciavano prendere dall’eccitazione e gironzolavano nel reparto piante dei supermercati riempiendo i carrelli della spesa di piccoli vasi di gerani, oltre che di pomodori secchi e di bottiglie di Evian.
Per diciannove anni, Annie Colwater aveva aspettato la primavera con la stessa trepidazione di una ragazzina al suo primo ballo. Ordinava bulbi provenienti da paesi lontani e comprava vasi di ceramica dipinti a mano per le sue piante preferite.
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