
Gennaio: Beniamino Cortesi, da Avellino, studente. Ucciso con dodici colpi di kriss malese.
Marzo: Claudio Bossi, da Ancona, studente. Colpito alla nuca da un boomerang.
Morto.
Giugno: Clara Baldelli, da Alessandria, ricercatrice. Uccisa da una freccia indiana.
A Bologna, naturalmente, nella Bologna di Sarti Antonio, sergente, dove, fino a ieri, lo strumento più sofisticato ed esotico per dare la morte al prossimo è stato il veleno per topi.
C’è chi ha interesse a far ammattire la questura e a terrorizzare la città.
Prima considerazione: gli uccisi hanno nomi, cognomi e la città di origine che iniziano con le stesse lettere: A, B e C. A che fa pensare questo fatto?
«Alle tre prime lettere dell’alfabeto»
«Bravo, vedo che sei stato a scuola»
Ma non è così semplice. Sarti Antonio, sergente, è costretto ad indagare fianco a fianco con un agente segreto arrivato espressamente dagli Stati Uniti e non si scomoda un super-investigatore USA per un bolognese maniaco che odia le persone B e C provenienti da A.
E infatti, dietro il presunto maniaco si nasconde una delle più violente realtà della nostra storia recente e dei nostri tempi. Ma i metodi dell’americano sono troppo diversi da quelli usati da Sarti Antonio, sergente; le realtà nella quale i due investigatori hanno imparato a muoversi sono diametralmente opposte; Bologna non è New York se per entrare in casa di qualcuno, Sarti Antonio bussa e chiede permesso mentre l’amico americano sfonda la porta con un calcio ed entra impugnando la Magnum. Nonostante ciò, i risultati arrivano. E che risultati! Qualcosa di troppo grosso per le esili spalle del questurino fatto in casa. La verità che pian piano si delinea è talmente assurda che Sarti Antonio, sergente, non crede alle proprie conclusioni, avvallate dal talpone Rosas, naturalmente. E allora prende la decisione definitiva.
