
Thaargus era lì, ha assistito a quello spettacolo straordinario, ha combattuto quella guerra straziante. Credeva che, una volta finita, avrebbe trovato la pace. O almeno, qualcosa che le somigliasse.
Ma non è andata così.
L’ombra che alberga nel suo corpo non si è placata, e ora preme contro i confini della sua volontà, affamata di libertà.
Lui, invece, ha rinunciato a cercarla. Afflitto dalla persecuzione e dalla paura di sé stesso, si è consegnato a una prigione, un rifugio misero dove spera di prendere tempo, di placare l’abisso dentro di sé prima che lo inghiotta del tutto.
Ma l’attesa e la speranza sono solo un’illusione, perché il destino non ammette codardi.
Oltre al demone che si agita nel suo animo, c’è ora un’altra volontà che si oppone alla sua resa. Una voce imperiosa, un volto sconosciuto, un potere soverchiante.
Qualcuno che non accetta la sua fuga. Qualcuno che intende forgiare il futuro al posto suo; ancora una volta.
Nota al lettore: benché questo volume sia da considerarsi uno spin-off della Saga de “La Lama delle Lacrime”, l’avventura qui narrata è del tutto indipendente da quella precedente, dalla quale è stato tratto esclusivamente lo spunto per lo sviluppo del personaggio di Thaargus Fayern, ex soldato dell’esercito regolare del regno di Zonthar, poi cacciatore di taglie e infine vittima di un sortilegio di evocazione e possessione.
Un personaggio complesso e tormentato, ma altresì affascinante e magnetico, che in questa nuova saga finalmente assume il ruolo di protagonista che di certo merita.
Pertanto nessuna paura, perché non ci sarà niente di poco chiaro, niente che sia incomprensibile a causa di una mancata lettura precedente, e perciò niente che possa essere sottratto al piacere di una storia del tutto nuova.
