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Da sempre il mare evoca riflessioni filosofiche, grazie a concetti e sentimenti come vastità, profondità, mistero, paura, speranza. «Quando pensavo di essere arrivato in porto, fui rigettato in alto mare», diceva Leibniz. È la cifra stessa del cammino filosofico: ci si crede arrivati, e invece si è risospinti in mare aperto. Nietzsche chiamò i filosofi alle navi, perché lasciassero dogmi e certezze ed affrontassero la sfida dell’ignoto. Ma sempre dalla tolda, da una posizione di dominio e distacco. Oggi la filosofia è chiamata a tuffarsi e a nuotare nel mare dell’esperienza e delle passioni. Il libro introduce alla storia del denso e articolato rapporto tra il mare e la filosofia, da Platone a Sloterdijk, affiancandole quelle tra i flutti, l’arte e la grande narrativa.
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