Luigi Ghirri, Paola Ghirri – Vista con camera. 200 fotografie in Emilia Romagna (1992)

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Luigi Ghirri (1943-1992) è uno dei grandi maestri della fotografia italiana. Nella sua opera ha usato la fotografia come mezzo per mettere in discussione la realtà, attraverso immagini che fanno riflettere, sulla differenza tra ciò che vediamo, ciò che rappresentano e il loro significato.
Gli spazi che descrive Luigi Ghirri, hanno forme e colori diversi, e tuttavia sembrano uguali in tutti i luoghi. Sono spazi vuoti, entro i quali vive la possibilità della realtà rappresentativa. Paesaggi sospesi, non realistici, per certi versi metafisici, spesso privi di figure umane, ma dove resta ben visibile il passaggio dell’uomo. L’uso della sovraesposizione, i colori delicati pastello, il minimalismo narrativo e il linguaggio concettuale sono tratti caratteristici della sua opera. Un perenne immutabile, che trattiene la tensione e il desiderio che qualcosa accada. Lontano dalla spettacolarizzazione, la fotografia di Ghiri ricerca l’intimità. Il suo paesaggio è povero, apparentemente asciutto e scarno. Ma l’opera intera dell’artista emiliano suggerisce che al di là di quello che può accadere, ogni luogo del mondo contiene sempre la possibilità di una nuova prospettiva del guardare. Una fotografare “lentamente”, il totale contrario della fotografia usa e getta a cui siamo abituati nel web. Uno sguardo semplice e minimalista, chi si arricchisce continuamente di richiami concettuali.

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