Italian | RAR/PDF | Pagine: 112 | 11.4. MB
Genere: Dramma
Incipit:
Villa, detta «La Scalogna», dove abita Cotrone coi suoi Scalognati.
Alto, quasi nel mezzo della scena in quel punto soprelevata, e un cipresso ridotto per la vecchiaia, nel fusto, come una pertica e, su in cima, come una spazzola da lumi.
La villa ha un intonaco rossastro scolorito. Se ne vede a destra soltanto l’entrata con quattro scalini d’invito incassati tra due loggette rotonde aggettate, con balaustrate a pilastrini e colonne a sostegno delle cupole. La porta è vecchia e serba ancora qualche traccia dell’antica verniciatura verde. A destra e a sinistra s’aprono, alla stessa altezza della porta, due finestre a usciale che dànno nelle loggette.
Questa villa, un tempo signorile, è ora decaduta e in abbandono. Sorge solitaria nella vallata e ha davanti un breve spiazzo erboso con una panchina a sinistra. Ci si viene per una viottola che scende in ripido pendio fino al cipresso e, di là, prosegue a sinistra passando sopra un ponticello che accavalca un torrente invisibile.
Questo ponticello, nel lato sinistro della scena, dev’essere bene in vista e praticabile, coi due parapetti. Di là da esso si scorgono le falde boscose della montagna.
Al levarsi della tela è quasi sera. Dall’interno della villa si ode, accompagnato da strani strumenti, un canto balzante, che ora scoppia in strilli imprevisti e or s’abbandona in scivoli rischiosi, finché non si lascia attrarre quasi in un vortice, da cui tutt’a un tratto si strappa mettendosi a fuggire come un cavallo ombrato. Questo canto deve dar l’impressione che si stia superando un pericolo, che non ci par l’ora che finisca, perché tutto ritorni tranquillo e al suo posto, come dopo certi momentacci di follia che alle volte ci prendono, non si sa perché.
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