Ne “I pensionati della memoria” Pirandello offre all’ascoltatore una soluzione all’inevitabile vertigine che colpisce chi raggiunge la consapevolezza dell’assurdità della vita. La morte infatti rappresenta la fine delle illusioni che costruiamo per poter andare avanti, per questo piangiamo i morti. Quando piangiamo i morti, piangiamo perché anche con loro davamo forza alle nostre illusioni e, in una sorta di rapporto simbiotico, anche alle loro.
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