
Marc Bloch
Che cosa chiedere alla storia?
2014 (editing 2017) | EPUB | 1.2 MB
Nel 1937, in occasione di una conferenza tenuta dinanzi a un uditorio di membri del Centre polytechnicien d’études économiques, circolo di intellettuali impegnati nella riflessione su temi di economia, Bloch offre un saggio del suo interesse sempre più vivo per le questioni metodologiche, prendendo di mira gli equivoci sull’idea di “lezioni della Storia”. Nel discorso di Bloch è l’interessamento alla «vita» a guidare i contenuti, con un particolare accento umanistico in contrapposizione a una storia economica fredda e tecnica. Nel momento in cui gli storici sono chiamati in causa per giustificare posizioni morali o ideologiche, Bloch invita a riflettere: la storia ha certamente i suoi insegnamenti, ma questi non devono indurre a pensare che quei fattori che ieri hanno determinato un particolare risultato possano produrre ancora oggi lo stesso effetto. Ora sappiamo che i fattori dominanti della vita sociale sono in costante evoluzione e nessuno può illudersi che l’umanità sia un’essenza immutabile; anzi, è evidente che non solo i cambiamenti continui che la riguardano non sono unicamente di mentalità, ma persino nel suo stesso essere fisico. Allora, alla domanda del titolo Bloch risponde dicendo che la disciplina dello storico “è la scienza del cambiamento e, per molti aspetti, la scienza delle differenze”. La storia è conoscenza «disinteressata» del passato, non finalizzata a una utilizzazione e ideologica nel presente. Soltanto come operazione di conoscenza non strumentale essa può diventare «maestra di vita», cosicché ognuno conosca se stesso (e gli altri) e si assuma la piena responsabilità delle scelte di oggi e di domani.
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