Marco Masseti – Uomini e (non solo) topi (2008)

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In Uomini e (non solo) topi, Marco Masseti presenta un interessante studio sulla storia dei rapporti tra gli animali e l’uomo. Il Mediterraneo ha rappresentato l’area di maggiore influenza in questo senso. Il libro inizia con una sintesi della paleogeografia dell’area in esame, la ricostruzione della sua cronologia, per passare all’analisi delle numerose estinzioni avvenute nelle faune del tardo Quaternario e fino a tempi recenti. Nel Neolitico sono iniziati i mutui rapporti tra l’uomo e gli altri animali, giungendo gradualmente alla domesticazione delle specie più adatte alle necessità umane. Tra questi spicca in primo luogo il cane, derivato dal lupo e primo animale domestico. Seguono i grandi e piccoli mammiferi, tra i quali uno degli ultimi è il cavallo: animale veloce, timido e sfuggente, ma anche l’animale che ha maggiormente influito su larga parte delle popolazioni umane. Nello stesso tempo si evidenzia una forma di commensalismo tra l’uomo e gli animali di piccola e media taglia, tra i quali, oltre al cane, il gatto assume una posizione particolare. Un capitolo a parte è dedicato alle domesticazioni avvenute in Africa, nell’Asia Centrale, nell’estremo Oriente e nell’America meridionale; vi sono segnalati tra gli altri, le oche e le anatre, le galline faraone, le cavie, i camelidi dell’America Meridionale. In queste attività l’Australia è rimasta isolata, per il ritardo nell’arrivo dell’uomo, accompagnato a quanto pare dal suo cane, e forse per la carenza di animali adatti alla domesticazione. Seguono capitoli dedicati alle strategie della gestione della fauna, alle specie semidomestiche. L’opera si conclude con un esame dei nuovi equilibri faunistici nel Neolitico Mediterraneo, sulle razze di antica origine, sull’utilità degli animali come “bene culturale”. Nell’insieme un libro pieno di interesse, di gradevole lettura e ricco di informazioni inattese.
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