
Un indovinello, un cattivo presagio, e la sensazione di essere osservata.
Tessa inizia così un percorso alla scoperta di se stessa, un enigma tra sacro e profano: un viaggio sincopato tra testi antichi, monumenti storici, castelli e verità sepolte tra le montagne maestose.
Ogni soluzione apre un nuovo rompicapo, “un gioco a incastro” che non può essere fermato.
Come il direttore d’orchestra di un’opera drammatica, ogni lettera conduce Tessa dentro una mente ipnotica e perversa. “Una figura oscura” senza forma e senza volto scandisce il ritmo, un tic-tac costante che s’interrompe con lo scorrere di una lacrima, fino al culmine di una verità inconfessabile.
