Mario Lavarello – Roma e il Maghreb (2026)

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Abstract — Roma e il Maghreb (2.0), Seconda Edizione

Nell’anno 859, nella città marocchina di Fez, una donna di nome Fatima al-Fihri fondò, con il proprio patrimonio, una moschea che sarebbe diventata, con il tempo, l’Università di al-Qarawiyyin —l’istituzione di istruzione superiore in funzionamento continuo più antica al mondo, quasi due secoli prima di Bologna o Oxford. Roma e il Maghreb parte da quella fondazione per ricostruire una domanda più ampia: cosa tiene unito, attraverso i secoli, un sistema di trasmissione della conoscenza che attraversa imperi, conquiste e confini religiosi?

Questa seconda edizione, rivista e corretta, colloca tale domanda nel quadro della Teoria Generale dei Sistemi della Realtà (TGSR), la teoria filosofica sviluppata da Mario Lavarello, secondo cui la stabilità di qualsiasi sistema complesso —biologico, istituzionale, storico— può essere descritta mediante quattro dimensioni fondamentali del suo stato: Unità, Struttura, Potere e Verità. Il libro traccia la genealogia di un modello matematico nato proprio in queste pagine —il fattore di coerenza che diede origine, in seguito, al Mini-Modello Roma-Maghreb e alla formalizzazione definitiva sviluppata nella Teoria Generale dei Sistemi della Conoscenza dell’Occidente, Volume I— e ricostruisce, attraverso i nodi di Roma, Kairouan, Fez, Cordova e Sicilia, la rete di interfacce che sostenne la continuità della conoscenza mediterranea tra il IX e l’XI secolo, in quello che l’autore ha chiamato il “triangolo della conoscenza dell’Occidente”, tra Fez, Cordova e Sicilia.

Ciò che distingue questa edizione è la sua onestà metodologica. La Pre-Prefazione e la Parte XI documentano apertamente gli errori matematici rilevati nella formalizzazione originale —una circolarità nella definizione dell’indice di coerenza, ambiguità di notazione, una probabilità di collasso mal normalizzata— e mostrano, con esempi numerici completi, come siano stati corretti. La formalizzazione matematica viene ora spiegata passo dopo passo, con le matrici di connettività e dei flussi organizzativi illustrate con i dati reali dello studio, in modo che un lettore privo di formazione matematica pregressa possa seguire l’intero ragionamento senza bisogno di conoscenze tecniche avanzate.

Roma e il Maghreb recupera, inoltre, la ricerca storiografica che ancora il modello a evidenze verificabili: la rivolta dell’Arrabal di Cordova dell’818 d.C., la conquista aglabita della Sicilia dell’827 d.C., e la migrazione fondativa che portò la famiglia di Fatima al-Fihri da Kairouan a Fez —ciascuna dichiarata con il proprio livello di affidabilità corrispondente, seguendo il principio secondo cui nessuna affermazione storica dovrebbe essere presentata con più certezza di quanta l’evidenza disponibile permetta.

Questo libro è, al tempo stesso, una storia sulla fondazione di un’università, uno studio sull’architettura della conoscenza mediterranea medievale, e il resoconto trasparente di come una teoria matematica si costruisca, si metta alla prova e si corregga. È rivolto a lettori interessati alla storia del Maghreb islamico e di Al-Andalus, alla filosofia della storia e alla teoria dei sistemi, e alla domanda —tanto antica quanto attuale— di cosa sostenga davvero la continuità di una civiltà.

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