Formato PDF con OCR 

Tre millenni di storia, dal 3500 al 500 a.C. circa (cioè dalla “rivoluzione urbana” alla costituzione dell’impero persiano), per un’area immensa e dai confini non sempre certi: precisi a Ovest (Mediterraneo e Mar Nero), sfumati e profondi a Nord (Caucaso, steppe centro-asiatiche) e a Sud (Deserto Arabico), più aperti a Est (Altopiano Iranico, Golfo Persico). Da Uruk a Ebla, dall’impero di Akkad ai Sumeri, da Hammurabi agli Ittiti, fino agli Assiri, ai Caldei, ai Medi e ai Persiani, le civiltà mesopotamiche rappresentano un campo storiografico “di frontiera”: di molti di questi popoli si era persa ogni memoria, non soltanto delle vicende e dei tratti culturali ma persino delle loro lingue, delle loro scritture e del loro nome. La loro riscoperta cosituisce uno dei maggiori ampliamenti delle conoscenze storiche moderne, un fenomeno che non si è per nulla esaurito e che anzi continua a proporre a ritmo serrato scoperte che impongono la riscrittura – o consentono la prima scrittura – di fasi fondamentali dell’intera storia umana.