Mario Mocci – . . . e di nuovo la tua terra ti accingi a salutare (2026)

Formato: EPUB

…E DI NUOVO LA TUA TERRA TI ACCINGI A SALUTARE

Ci sono terre che puoi lasciare. E ce ne sono altre che, anche quando te ne vai, continuano a seguirti.

Questo libro nasce da una domanda semplice ma tutt’altro che scontata: come si è formato, nel corso dei secoli, quel particolare rapporto tra la Sardegna, i suoi abitanti e le istituzioni?

Per cercare una risposta, Mario Mocci attraversa alcune delle pagine più significative della storia dell’isola: le dominazioni che precedettero i Savoia, il passaggio del 1720, la distanza tra Torino e la Sardegna, Sa Die de sa Sardigna, la fusione del 1847, l’Unità d’Italia, la fiscalità, la leva obbligatoria, il mondo minerario, Buggerru, il rapporto con Carabinieri ed esercito, il banditismo, le faide, l’emigrazione, la marginalità economica e la drammatica stagione dei sequestri.

Ma questo non è un libro scritto per accusare qualcuno.

Non racconta una Sardegna sempre vittima e non racconta uno Stato sempre responsabile. Cerca invece di guardare entrambe le direzioni: ciò che è stato fatto alla Sardegna e ciò che è accaduto dentro la Sardegna; le responsabilità delle istituzioni e quelle della società sarda; i fatti documentabili e le percezioni che il tempo ha trasformato in memoria collettiva.

Perché la storia diventa davvero interessante quando smette di essere una gara tra buoni e cattivi.

E poi c’è Mario.

Un ragazzo che un giorno partì dalla Sardegna con una valigia in mano, convinto di andare incontro a un’avventura. All’inizio provò quasi il senso della libertà. Poi arrivò la nostalgia. Gli anni passarono, le estati riportarono ogni volta la sua terra e ogni fine estate arrivò il momento di ripartire.

Quella partenza si ripeté molte volte.

Oggi, dopo una vita trascorsa in gran parte lontano, Mario è tornato a vivere nella sua terra. E ancora gli sembra quasi un sogno.

Da questo ritorno nasce uno sguardo diverso sulla Sardegna: più consapevole, più libero, ma non meno innamorato. Uno sguardo capace di riconoscere i suoi difetti senza smettere di amarla, di apprezzare ciò che altri territori hanno saputo costruire senza considerarsi meno sardo, di difendere ciò che deve essere difeso senza avere paura del cambiamento.

Perché amare una terra non significa considerarla perfetta.

Significa rispettarla.

E significa anche rispettare la terra degli altri, la sua storia, la sua gente, i suoi dolori e le sue peculiarità.

Questo libro è dunque storia, memoria e appartenenza. È il racconto di una Sardegna che ha attraversato secoli di trasformazioni e di un uomo che, dopo averla lasciata, ha dovuto allontanarsene per comprenderne fino in fondo il valore.

Perché una terra puoi studiarla, fotografarla, raccontarla.

Ma per conoscerla davvero devi viverla.

Devi sentirne il vento, il mare, i profumi dei paesi, l’odore dell’erba e quello della terra dopo la pioggia. Devi incontrare la sua gente. Devi attraversarne i luoghi. Devi lasciarti entrare dentro ciò che non può essere spiegato completamente con le parole.

E forse, alla fine, scoprirai che quella terra che pensavi di aver lasciato non se n’è mai andata davvero.

Una storia di Sardegna.
Una storia d’Italia.
Una storia di appartenenza.
E, soprattutto, una storia di ritorno.

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