Matt Turtledove – Il Castello delle Bugie. Anche i ricordi mentono (2026)

Formato: EPUB

Il romanzo si apre in una piccola cittadina della Bretagna, sotto una pioggia incessante e un cielo che sembra già annunciare una tragedia. La protagonista, una giovane donna il cui nome inizialmente non assume quasi importanza, vede la propria vita crollare alla vigilia delle nozze: l’uomo che avrebbe dovuto sposarla la lascia senza un vero motivo, confessandole soltanto di sentirsi soffocare da quella relazione.
Umiliata, devastata e incapace di sopportare il peso del giudizio della provincia, decide impulsivamente di lasciare tutto e partire per Parigi, attirata da un misterioso annuncio di lavoro presso uno studio notarile. Ma il viaggio verso una nuova vita si trasforma presto in qualcosa di oscuro: telefonate mute, presenze inquietanti, una donna elegante che sembra osservarla con eccessiva attenzione e, infine, un terribile incidente stradale nel cuore di una notte di pioggia.
Quando si risveglia, la giovane si trova in un castello affacciato sull’oceano, un luogo monumentale e decadente sospeso sulle scogliere della Bretagna. Il mare sembra battere contro quelle mura come un cuore oscuro e incessante. Ad accoglierla ci sono Alain Laurent, aristocratico freddo e raffinato che sostiene di essere suo padre, e Marianne, la governante severa che controlla ogni dettaglio della casa.
Secondo loro, lei non è una sconosciuta: è Éléonore Laurent, figlia scomparsa della famiglia, creduta perduta da mesi. Ma la protagonista non ricorda nulla. Né il castello, né quelle persone, né il nome che tutti insistono ad attribuirle.
Da quel momento il romanzo si trasforma in un raffinato labirinto psicologico. Ogni stanza del castello sembra progettata per imporle una nuova identità: fotografie, abiti, profumi, ricordi raccontati da altri, registrazioni, rituali quotidiani. Tutto la spinge lentamente verso Éléonore. Eppure dentro di lei cresce una certezza ostinata: qualcosa non torna.
L’arrivo di Claire Valmont, donna magnetica e ambiguamente seducente, intensifica la sensazione di trovarsi al centro di una rappresentazione costruita con precisione maniacale. Intorno alla protagonista nessuno mente apertamente, ma nessuno dice mai tutta la verità. Ogni conversazione sembra possedere due livelli: ciò che viene pronunciato e ciò che resta nascosto.
Nel frattempo iniziano a emergere frammenti di memoria: corridoi illuminati al neon, sedativi, voci maschili che ordinano di dimenticare, cliniche isolate, fotografie scattate di nascosto. La giovane comprende progressivamente di essere coinvolta in qualcosa di molto più antico e perverso di una semplice amnesia.
La ricerca della verità la conduce fuori dal castello, verso ospedali dimenticati, documenti nascosti e una clinica abbandonata dove riaffiorano prove di manipolazioni psicologiche sistematiche. Ciò che emerge è un progetto terrificante costruito attorno al concetto stesso di identità: la possibilità di cancellare una persona per sostituirla con un’altra.
Parallelamente, il romanzo approfondisce il passato della famiglia Laurent, segnato da tragedie, segreti, ossessioni ereditarie e una disperata necessità di preservare il nome e il patrimonio della casata. Il castello diventa così non soltanto un luogo fisico, ma una macchina mentale: un organismo che conserva il passato, lo ricostruisce e lo impone a chi vi abita.
Più la protagonista si avvicina alla verità, più il confine tra ciò che è reale e ciò che è stato costruito artificialmente si dissolve. Il vero conflitto del romanzo non riguarda soltanto la memoria, ma una domanda molto più profonda: quanto della nostra identità dipende dai ricordi? E cosa resta di una persona quando quei ricordi vengono manipolati?
Il racconto procede con una tensione crescente fino a trasformarsi in una lotta disperata per la sopravvivenza psicologica, in cui il castello stesso sembra diventare un’entità viva, capace di divorare lentamente chiunque vi entri.

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