Mauro Bertuzzi – Il compost fai da te Guida utile per fare un compost casalingo riciclando rifiuti organici e realizzare un buon fertilizzante per l’orto e giardino nel rispetto dell’ambiente secondo i principi (2025)
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Manuale che vuole essere una guida utile per principianti ed esperti ma, che abbiano voglia di acquisire una diversa visione di come riciclare gli scarti nel rispetto dell’ambiente.

Manoscritto sull’autoproduzione del compost per uso domestico partendo dagli scarti alimentari o dai residui vegetali dell’orto, fiori o giardino.

Nel libro verranno spiegati gli spazi utili scegliendo se compostare in una buca, in un cumulo o in una compostiera (apposito contenitore autocostruito), in funzione di ciò che si avrà a disposizione (si può fare anche in terrazzo in caso di orto sul balcone).

Tale metodologia sfrutta i microrganismi presenti nella compostiera, che grazie alla loro azione, andranno a decomporre le sostanze organiche, riorganizzando questo materiale in maniera omogenea, tutto ciò alimentato da foglie, fiori, erba, rami, trucioli e scarti alimentari, evitando però giornali, cuoio, tessuti sintetici e legna trattata o colorata, in ogni caso materiali non organici in quanto andrebbero ad inquinare il compost e ne rallenterebbero la decomposizione. Fondamentale sarà capire come gestire i rifiuti umidi della cucina o agli sfalci di erba fresca che sono quelli più ricchi di azoto e di acqua, mentre i rami e le foglie secche, dotate principalmente di carbonio, saranno importanti nel creare la struttura e migliorare il ricircolo dell’aria all’interno del cumulo. Nel comporre la struttura di compostaggio, sarebbe anche importante alternare i due tipi di materiali (fresco e secco) cercando una proporzione tale che per ogni parte di sostanza con carbonio ve ne siano due o tre con azoto. Pertanto, per avere un buon risultato, sarebbe apprezzabile realizzare una miscela più omogenea possibile tra materiali umidi e secchi, magari impostando degli strati alternati e non troppo spessi di materiale secco e umido.

Impareremo come gestire un cumulo che non dovrà mai essere troppo compatto onde evitare odori sgradevoli, mediante un’attività di rimescolamento, utile per favorire l’areazione qualora dopo essere stato rivoltato risultasse ancora troppo aggregato, aggiungendo magari sostanze grossolane come le foglie, i trucioli e i rami spezzati. Nel manuale verrà dettagliato come il compost dovrà essere arieggiato e verificata la sua umidità, perché qualora il cumulo fosse troppo bagnato (stretto in un pugno di mano se fosse troppo umido gocciolerà) per evitare che marcisca, si dovrà aggiungere del materiale secco come i rami, per esempio, riequilibrando così l’umidità presente. Qualora invece fosse troppo asciutto (in questo caso la manciata nella mano provocherà sgretolamento immediato), andrà rivoltato l’accumulo riportando in superficie le parti più interne e, nel caso in cui risultassero secche, andrebbero bagnate con acqua.

Nel caso in cui la compostiera fosse in terrazzo, non avendo un contatto con il terreno, sarà importante aggiungere al cumulo presente anche del compost maturo, questo per immettere nel sistema i microrganismi utili e innescare la degradazione della materia organica, in alternativa andranno aggiunti degli appositi starter.

Vedremo anche quando poter utilizzare il compost maturo, in quanto dopo circa 6 – 12 mesi (meglio un anno), sarà possibile impiegarlo per la concimazione cercando di capire la sua qualità verificandone le caratteristiche; se il terriccio fosse soffice, di colore scuro e con profumo di sottobosco, allora potremmo utilizzarlo, diversamente si dovrà capire quando e come potrà essere pronto. Tuttavia, prima di spandere il composto nell’orto, sui fiori o in giardino, qualora il tempo di utilizzo fosse necessariamente prima dell’anno, potrebbero esserci delle parti ancora grossolane, perciò, sarebbe opportuno setacciarlo per eliminarle. Questo materiale non ancora decomposto potrà essere tranquillamente reinserito nel cumulo di compostaggio per il prossimo ciclo.

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