
Misure per nulla, richiami del piede, galoppo di prova: tali mi appaiono oggi queste redazioni scritte soprattutto durante il tempo dell’Occupazione. Quanto al quadro storico in cui è ambientato questo libro, troveremo solo accenni più vaghi e brevi; È nel silenzio che si svolgono gli eventi e quasi nulla riesce a distrarre dalla sua ricerca un autore che – fedele a un’abitudine che tende a diventare mania – scrive soprattutto per vedere più chiaro dentro di sé. Confronto di ricordi mutuati da vari periodi della mia vita ma piuttosto dall’infanzia (per gusto cosmogonico quanto per inclinazione sentimentale) questo volume è il primo di un lavoro decentrato sui fatti di linguaggio e attraverso il quale mi propongo di definire cosa per me sono “le regole del gioco”, più pomposamente: la mia arte poetica e il codice delle mie buone maniere che vorrei scoprire fusi in un unico sistema, vedendo poco nell’uso letterario della parola come mezzo per acuire la coscienza per essere più – e meglio – vivi. Questa prima sgrossatura di un primo stock di materiali sarà seguita da un secondo volume, più difficile e più ambizioso. È infatti attraverso le future pagine di questi Fourbis che alla luce di altre esperienze cercherò di giungere ad una conclusione, desiderando di giungere a questo termine abbastanza presto per metterlo in pratica prima che la vecchiaia mi lasci fuori dal mondo o mi ha stancato troppo.
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