In Occidente, ancora non molti decenni orsono, la letteratura russa era spesso considerata un frutto esotico. Già molto tradotta, ammirata ed anche imitata, non godeva però della stessa dignità che la tradizione riconosceva alle letterature-guida di Francia, Germania, Inghilterra, Italia o Spagna. Oggi, al declinare del secolo e del millennio, la situazione è cambiata. I grandi autori russi dell’Otto e del Novecento figurano, a pieno diritto, fra i classici moderni. Proprio il sottolineare la loro modernità può tuttavia dar vita ad equivoci.
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