
Da anni, ormai, sentiamo ripetere che la gente legge poco, ed è un male; che a farlo sempre meno sono i giovani, ed è malissimo; che a leggere addirittura si disimpara, dopo la scuola, e peggio di così…
Ma perché leggere dovrebbe essere un bene?
Non aspettatevi da questo libro le solite risposte. Se è vero che attraverso la lettura passano l’istruzione, la cultura, la formazione dello spirito critico, la sua esperienza non si riduce al fatto di imparare. La lettura è una necessità vitale, e non importa se un libro non “insegna” nulla; per comprenderne davvero il significato bisogna superare la distinzione tra letture culturalmente “utili” e letture di “intrattenimento”. Libera da certezze e pregiudizi, l’antropologa Michèle Petit ha studiato “sul campo” i lettori, come se fossero una popolazione primitiva, e ne ha raccolto le parole e le esperienze. Parole ed esperienze nelle quali ci rivediamo, lettori bambini, adolescenti, adulti e vissuti, riconoscendo della lettura gli aspetti invisibili, segreti, personalissimi. Cosa significa aprire un libro e leggere= Significa moltissimo e moltissime cose. Scoprire se stessi nelle parole di una latro; stupirsi nell’incontrare mondi lontani; vedere scritti in nomi delle proprie emozioni, e dare loro dignità; trovare alleati nel cammino della crescita, amici nella lotta contro il dolore, il turbamento, l’insensatezza; regalarsi uno spazio e un tempo, quello della lettura, che nessuno – una volta che lo abbiamo conquistato – può portarci via.
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