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Tremila anni orsono, un piccolo popolo originario della famiglia delle dodici tribù d’Israele, discendente dei patriarchi Abramo, Isacco e Giacobbe, si insedia su una stretta lingua di terra, al confine tra Asia ed Europa. Trascorsa la fase dell’unificazione, il regno di David e di Salomone conosce discordie e invasioni. Gli abitanti della Giudea sono costretti ad abbandonare una Gerusalemme devastata e il suo Tempio distrutto. Ma l’esilio babilonese non riesce a piegarli ed essi torneranno a riedificare la capitale. Benchè assoggettati ai persiani, ai greci e ai romani, gli ebrei perseverano un’autonomia ispirata alla Torah di Mosè e alle parole dei profeti. Ai continui tentativi per riconquistare l’indipendenza, Roma risponde con una repressione feroce. Mireille Hadas-Lebel – storica delle religioni alla Sorbona – ripercorre le origini del popolo ebraico, sopravvissuto ai secoli della diaspora grazie alla speranza alimentata da una fede incrollabile dell’attesa del Messia e al rispetto delle norme sancite nei testi sacri.
