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Nicola Bizzi non finisce mai di stupirci con la sua vulcanica produzione letteraria, con una rara capacità di spaziare dai segreti e dagli enigmi della Storia alle vette della Filosofia.
Questa volta egli ha deciso di cimentarsi in un dialogo maieutico-filosofico sul modello platonico, per esporre in forma dialettica dei concetti fondamentali presenti in alcuni dei suoi saggi. E, per farlo, si è servito delle figure di Hylas e Philonous, due personaggi che dovrebbero essere ben noti agli studiosi di Filosofia, in quanto protagonisti di alcuni dei principali dialoghi filosofici di George Berkeley.
Il testo che vi appresta a leggere e meditare non intende essere una semplice esercitazione intellettuale, né tanto meno una mera imitazione accademica dei classici modelli settecenteschi o platonici. Si tratta, al contrario, di un autentico manifesto teoretico e militante, un fulmine filosofico scagliato nel cuore di quel conformismo spirituale che, da millenni, anestetizza le coscienze dell’Occidente. Attrappo le voci di Hylas — incarnazione dell’uomo colto ma ancora prigioniero delle narrazioni dominanti e delle seduzioni sincretistiche — e di Philonous — custode della memoria e della logica iniziatica —, il dialogo affronta a viso aperto il nodo cruciale della Sapienza antica, squarciando il velo di quel “miraggio” noto come Tradizione Primordiale unica.
L’Autore attacca frontalmente quella perniciosa tendenza, tutta greca, a voler ricondurre tutto a Uno e la vacua aspirazione al ricongiungimento con tale Ente. Secondo il pensiero di Nicola Bizzi, nel momento stesso in cui tale ipotetica Unità Primaria ha dato origine al cosmo e ha generato, per emanazione, le proprie ipostasi (da cui sono derivati gli Dei), essa si è irreversibilmente frammentata, cessando quindi di essere Uno e si è risolta/dissolta metafisicamente nella molteplicità delle forme divine.
Anche la pretesa di un’unità trascendente delle religioni viene magistralmente affrontata dall’Autore e individuata come un’eredità delle tendenze relativistiche della tarda antichità e dell’Ermetismo rinascimentale, visioni del tutto estranee alla purezza originaria dei Misteri, quelli Eleusini in particolare.
Da questo errore metafisico, come dimostra l’andamento del dialogo, è scaturito il trionfo dei monoteismi, descritti come veri e propri strumenti contro-iniziatici di sottomissione e controllo sociale.
La liberazione, come ci spiega Nicola Bizzi, non avviene per fede o sottomissione, ma attraverso due strumenti fondamentali della mente risvegliata: la Maieutica e il Nóos.
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