Italian | EPUB/MOBI/PDF | Pagine: 52 | Il Saggiatore | 2012

Sarebbe facile trovare una definizione per tutto. Sarebbe bello scoprire che una conquista tecnologica alla portata di tutti possa cambiare prepotentemente il corso degli eventi. Sarebbe fantastico sapere che quella risorsa la teniamo in tasca anche noi, uomini occidentali del Terzo millennio, e che la usiamo tutti i giorni. La realtà, però, è molto più complessa delle definizioni, la tecnologia dipende da chi la usa e le nostre tasche spesso risultano troppo piene per permetterci di orientarci nell’interpretazione degli eventi esterni al nostro mondo.
Le rivolte arabe di questi ultimi mesi sono un evento straordinario per molti aspetti, non ultimo quello della comunicazione. Capire il ruolo dei social media in questi eventi vuol dire aprire due prospettive di analisi: da un lato cercare di comprendere qual è stato il ruolo di questi strumenti, se c’è stato e dove si è verificato, nei diversi teatri di scontro, mentre dall’altro, innestare queste differenti fenomenologie all’interno di un percorso più vasto e radicato, compiuto dall’informazione mediata nel corso degli ultimi anni, per provare a capirne, così, le potenzialità, i rischi ed eventuali scenari futuribili.
Questi eventi sono stati facilmente raccolti in un’unica definizione, «Primavera araba»: è evidente che esiste un filo conduttore tra i vari fatti di piazza, ma non dobbiamo cadere nell’errore di eccesso di semplificazione. Ogni paese, infatti, ha le sue peculiarità, ogni popolo le sue motivazioni e i suoi strumenti. Esistono molte similitudini, ma altrettante differenze tra la Rivoluzione dei gelsomini tunisina, i fatti di piazza Tahrir, la sollevazione di Bengasi, i morti di Damasco, gli scontri di San’a’ e gli accampamenti di Manama….

 

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