
NON CI PUÒ ESSERE OMICIDIO, SENZA CADAVERE…
Gaia Benelli, una giovane sposa di neanche trent’anni, viene ritrovata morta nel proprio letto.
A rinvenire il cadavere è Emilia Navarro Benelli, sua madre, che l’ha raggiunta a casa per darle una mano nelle faccende e curiosare un po’.
È quasi convinta che la figlia sia stata uccisa. E che dietro alla sua morte ci siano Valentina e Delia Rinaldi, le cognate di Gaia.
Il motivo? Non volevano che la casa del padre venisse ceduta al fratello Filippo e alla moglie Gaia.
Emilia comunica i suoi sospetti ai soccorritori, giunti a casa di Gaia per decretarne il decesso.
La Polizia convoca in questura l’intera famiglia Rinaldi e, dopo avere isolato i membri in stanze separate, ascolta ciò che hanno da dire.
A condurre gli interrogatori c’è il commissario Paolo Paoli – per tutti Pablo –, un uomo dal passato infelice, che grazie al suo lavoro riesce a galleggiare sul filo di una vita che gli ha tolto tutto ciò che aveva.
Le versioni dei Rinaldi sono contrastanti e sembrano convalidare l’ipotesi che davvero l’assassino di Gaia Benelli si nasconda tra loro.
Una serie di indizi porta il commissario verso la chiusura del caso, ma un’improvvisa e inaspettata rivelazione da parte di un testimone mette tutto in discussione, mostrando agli occhi degli inquirenti una nuova verità.
Ben diversa da quella a cui era più facile credere.
Il seme del male è un thriller che intrappola il lettore in una ragnatela di menzogne. Quella che ognuno dei personaggi tesse per mostrarsi come vuole apparire e non come è realmente.
Le persone sono davvero quelle che crediamo di avere di fronte?
Qualcuno ha il seme del male piantato nel profondo dell’anima, anche se non riusciamo a vederlo.
Un seme che può essere lì da molto tempo. E rimanere dormiente a lungo.
Ma prima o poi, il male del passato torna a farsi sentire.
E quello è l’inizio della fine.
