
Il corso di quest’anno è dedicato alle teorie delle forme
di governo. Ho già avuto occasione di dire negli anni precedenti che se una ragione d’essere ha un corso di filosofia
della politica, distinto da quelli di storia delle dottrine
politiche e di scienza della politica, è lo studio e l’anaH
si dei cosiddetti “temi ricorrenti”. Intendo per ‘ricorrenti’
quei temi che sono stati proposti e discussi dalla maggior
parte degli scrittori politici (in modo particolare da coloro che hanno elaborato o abbozzato teorie generali o parziali della politica), e che quindi fanno parte integrante di u
na teoria generale della politica. La rilevazione di questi
temi ricorrenti ha una duplice importanza: da un lato essa
serve a individuare alcune categorie generali (a cominciare
dalla stessa categoria del “politico”) che permettono di ana
lizzare e di fissare i vari aspetti del fenomeno politico,di
compararli fra loro, di costruire più o meno coerenti, più o
meno comprensivi, sistemi concettuali; dall’altro consente di
stabilire fra le diverse teorie politiche, sostenute anche in
tempi diversi, affinità e differenze.
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