
Il libro individua l’origine spagnola della camorra, e precisa la leggendaria etimologia del termine; si seguono le vicende della “Bella Società Riformata” soprattutto nelle sue origini ottocentesche. Si dipanano imprese e vicissitudini di “capintesta” e “capintriti”. Vengono svelati i simboli e le regole di un mondo misterioso: la “Gran Mamma”, sorta di tribunale supremo; i riti iniziatici per l’accettazione di nuovi adepti; le “zumpate” e i “dichiaramenti”, ovvero i duelli con cui si risolvevano le controversie.
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