
La guerra in Ucraina, le tensioni tra Stati Uniti, Russia e Medio Oriente. La fragilità dell’Unione Europea, la crisi della politica italiana. Le trasformazioni del lavoro, della famiglia, dell’educazione, della fede.Non sono fenomeni separati. Fanno parte di un profondo cambiamento nella società e della fine dell’ordine mondiale del novecento.Il testo analizza il ritorno della guerra come strumento politico, l’emergere di nuove potenze, l’indebolimento delle istituzioni internazionali e l’incertezza strategica dell’Europa. E l’indagine va oltre la geopolitica: vengono prese in esame le conseguenze economiche, culturali e antropologiche di un’epoca che sembra aver smarrito i propri riferimenti.In tempi di disorientamento collettivo, la domanda decisiva non è soltanto chi vincerà le guerre, ma quale idea di uomo, di società e di futuro ci proponiamo e vogliamo difendere.A tutto questo si aggiunge la riflessione sul senso dell’esistenza, per comprendere il presente, e interrogare la nostra responsabilità storica.
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