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La fabulazione non perde mai il suo fascino. La forza del racconto, ancor di più se in forma sintetica, permea ancora i nostri animi e dà le ali a quella fantasia che sovente dimentichiamo o che nascondiamo per pudore. L’immaginazione, al contrario, ci riconsegna il ricordo, ci permette di plasmare il presente e ci consegna la facoltà di avere visione del futuro. La fantasia (e con tale accezione intendo unificare tutti i termini simili come fantasia, creatività, immaginazione, inventiva, sogno), ci rende diversi e senz’altro migliori poiché ci consente di guardare l’esistenza con colori cangianti e non affogata nel chiaroscuro dell’abitudine o condizionata da attimi spenti e ripetitivi. La fantasia dovrebbe essere la nostra compagna prediletta. Dovremmo affidarle la nostra mano, e in particolare la nostra mente, in modo che possa condurci dove tutto è realizzabile, dove i valori morali sono ancora vividi, dove la semplicità delle azioni e delle parole nasconde e rivela verità ineluttabili. La fantasia dovrebbe essere il rifugio dove riparare quando l’aridità, l’indifferenza, l’insensibilità prendono il sopravvento per condurci tra le spirali della diffidenza. Essa disseta la nostra atavica sete di quel genio che ha condotto l’umanità a elevarsi e riconoscersi. Non dobbiamo allontanarla o screditarla, piuttosto reintegriamola nel nostro pensare, che costituisce poi il nostro agire. La fantasia è come la pioggia che risveglia e il sole che vivifica, come la notte che contempla e il vento che trasporta. E’ come la terra che ospita e il fuoco che riscalda. La fantasia ci riporta nel creato e negli elementi che lo fondano, quel creato dal quale ci allontaniamo inesorabilmente e che, al contrario, ci ha partorito. Questo libro non ha obiettivi particolari, se non quello che ogni lettore potrà scorgervi. E’ una supplica alla mente affinché non abbandoni se stessa, gettandosi esclusivamente nel razionale. In definitiva, se l’uomo ha realizzato utensili, oggetti, macchine, computer e se ha compiuto se stesso è perché prima lo ha immaginato, ha avuto un’idea. Il libro è costituito da cento racconti che trattano argomenti disparati. Intervengono personaggi irreali come persone comuni, animali e oggetti che si rendono protagonisti di eventi straordinari nel proprio ordinario. Sono trattati motivi surreali e onirici che si affiancano a quelli reali o verosimili. Il titolo ricalca la natura dei racconti: sono brevi e non hanno una morale esplicita a conclusione ma celata tra le maglie della narrazione. Sono unicamente frutto della mia fantasia e, ove si ravvisasse, qualsiasi riferimento a situazioni, ambienti, storie, individui è puramente casuale. Non sono racconti basati su altri racconti o su tracce di novelle o fatti preesistenti: la loro creazione è riferita soltanto a essi stessi. La modalità della scrittura e i contenuti non sono concepiti per rivolgersi espressamente all’infanzia, ma anche a fruitori più maturi.
Pierluigi Valesini (2018)
Nota: Il volume è stato revisionato nel marzo 2020
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