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La storia della scoperta del libro qui tradotto assomiglia così tanto a un romanzo da apparire come un fiore nel campo arido e polveroso della patristica. Un breve trattato chiamatoPhilosophumena, o “Filosofeggi”, era noto da tempo e quattro prime copie di esso esistevano nelle biblioteche papali e in altre biblioteche di Roma, Firenze e Torino. Le didascalie di questi testi e una nota a margine di uno di essi hanno fatto sì che il trattato fosse attribuito a Origene, e la sua Edito princeps è quella pubblicata nel 1701 a Lipsia da Fabricius con le note del dotto Gronovius. Come si vedrà in seguito, non è di per sé di grande importanza per gli studiosi moderni, poiché non getta nuova luce sulla storia o sulla natura della filosofia greca, mentre è principalmente compilato da alcune di quelle epitomi dell’opinione filosofica corrente nei primi secoli della nostra era, di cui le opere di Diogene Laerzio e di Aezio sono le più note.
