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Elena aveva solo quindici anni nel 1480 e già era una bravissima disegnatrice. Viveva nel suo castello con lo zio Eduardo, Gianluigi e altre poche persone. Un giorno si presentarono tre viandanti, così sembravamo, a chiedere ospitalità che pioveva ed era notte. Uno di essi si chiamava Massimo, un giovane che le sorrise subito e che accompagnava Leonardo a Castel del Monte, per alcuni lavori da ingegnere, pareva. Restarono da lei molto più del previsto e, nel frattempo, fu possibile progettare il tetto della quarta torre, a raggiera di legno, la chiesa di quel piccolo borgo e altro. Un pittore anche lui, da Vinci, già famoso, e che corresse alcuni riccioli a un ritratto di donna sul cavalletto di Elena. Ci fu anche occasione di interpretare la scrittura osca di un masso trovato dalle parti e che riportava una mezza frase scolpita come se fosse da leggere allo specchio. Poi la partenza.Arrivarono gli esattori del regno di Napoli a prosciugare le magre risorse in monete di quelle terre, come ritenevano al castello, poi altri ancora. Ma chi erano? Ladri? E malati che, per fortuna, non infettarono la zona, quando mostrarono i loro guai fisici. Solo la sagacia di Gianluigi riuscì a salvare una parte di quel piccolo tesoro che serviva per la costruzione della chiesa.Poi tornò Massimo.Cambiarono i regnanti e ci fu una condanna per aver nascosto le entrate tributarie: il castello divenne merce di risarcimento per il danno erariale. Elena si era sposata e aveva avuto Leonardo, in ricordo di quell’ospite di un tempo, come figlio. Si trasferirono altrove, da amici.Ai nostri giorni fu ritrovato un disegno di Leonardo da Vinci, così si riteneva, e messo all’asta a Parigi, dove un certo professore insegnava, ora in pensione. Lo comprò, con l’aiuto della propria figlia, e scoprì che fosse proprio quello dei riccioli del 1480.
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