
Un prompt vago produce un output vago. Non e’ colpa del modello: e’ colpa dellarichiesta. E la richiesta si puo’ imparare a scrivere come si impara qualunquealtra cosa di mestiere.Questo libro parte da una constatazione: il prompt e’ l’unica interfaccia chehai, e a differenza di un linguaggio di programmazione non ti avverte quandosbagli. Ti restituisce, con grande cortesia, la conseguenza esatta della tuaimprecisione.Dentro ci sono:- il metodo per cominciare dalla fine, cioe’ descrivere il risultato prima di chiederlo, che e’ il singolo cambiamento che migliora di piu’ i risultati;- l’anatomia completa di un prompt – ruolo, compito, contesto, formato, vincoli – con le insidie di ciascun elemento;- la tecnica del capovolgimento: farsi intervistare dall’IA prima di lavorare, cosi’ che sia lei a scoprire le decisioni che non avevi preso;- i framework di controllo che servono davvero (RTF, CAR, catena di pensiero, critica e revisione, tecnica avversaria, prompt di audit) e quando invece sono di troppo;- come si gestiscono materiale, fonti e allucinazioni, con i guardrail pronti da copiare;- sette prompt commentati, dalla versione spontanea a quella costruita;- la rassegna aggiornata del panorama: OpenAI, Anthropic, Google, xAI, Meta, i laboratori cinesi, Mistral, gli strumenti di ricerca, di immagine, di video, di voce e di codice – con i nomi, le versioni e i punti di forza di ciascuno;- perche’ conviene lavorare con piu’ di un modello, e come si passa il contesto dall’uno all’altro;- il salto dal prompt al sistema: agenti, istruzioni permanenti, comandi salvati, skill, MCP, esecuzione autonoma e dove va messo il controllo umano;- un catalogo degli errori tipici, con sintomo, causa e rimedio.Non e’ un libro per chi apre una chat per la prima volta: e’ per chi l’IA la usagia’ tutti i giorni e vuole smettere di combattere con i risultati mediocri.Scritto in forma discorsiva, senza gergo inutile, con l’obiettivo di essereaperto il lunedi’ mattina e usato.
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