
Che cosa significa dire che qualcosa è?Da oltre duemila anni, la filosofia occidentale ruota attorno a questa domanda radicale. Dalle origini dell’ontologia greca fino all’idealismo tedesco, questo libro ripercorre la storia della metafisica come la storia di un problema mai definitivamente risolto: il rapporto tra essere, realtà, pensiero e conoscenza.Attraverso Parmenide, Platone, Aristotele, Plotino, Agostino, Tommaso d’Aquino, Cartesio, Spinoza, Leibniz, Kant e Hegel, il volume mostra come ogni epoca abbia trasformato il significato stesso dell’essere, ridefinendo il modo in cui l’uomo comprende il mondo e sé stesso.Lontano dall’essere una semplice introduzione manualistica, il testo segue un percorso concettuale unitario: dalla nascita dell’ontologia alla crisi della metafisica moderna, passando per il problema della sostanza, del soggetto, del divenire e della coscienza.Con uno stile rigoroso ma accessibile, il libro intreccia ricostruzione storica e riflessione filosofica, mostrando come le categorie che utilizziamo ancora oggi — realtà, verità, identità, soggetto, tempo, conoscenza — siano il risultato di una lunga elaborazione teorica iniziata nel pensiero greco.“Che cosa significa essere?” non è soltanto una storia della metafisica occidentale, ma un tentativo di ritornare alla domanda originaria che attraversa tutta la filosofia: perché esiste qualcosa piuttosto che nulla?
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