Roberto Passalacqua – Il mostro che non c’è (2026)

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Questo tormentone è una antologia delle avversità al nucleare, ma non solo. Attraverso l’analisi di queste avversità capirete che l’energia nucleare è la sola capace di mitigare la tragedia a cui siamo destinati: un cambiamento climatico che anticiperebbe la fine della vita, per come la conosciamo oggi, in molte parti del pianeta…

Il vero, grande rischio del nucleare è ‘il suo non-utilizzo’: questa potente fonte energetica garantirebbe la più rapida elettrificazione totale con il più piccolo impatto ambientale e rischi globali perfino inferiori di quelli associati alle fonti rinnovabili. E allora? Che esista qualche forte lobby responsabile dell’immaginario collettivo che associa il nucleare ad un enorme fungo atomico? Quando, paradossalmente, è proprio il nucleare che, grazie alla ricerca nel campo delle ‘Salvaguardie’, combatte la ‘proliferazione’, cioè le possibili implicazioni belliche (l’uso dei materiali nucleari per attività malevole che esisterebbero anche senza l’energia nucleare pacifica).

Come possiamo credere che gli attuali impianti ad energia rinnovabile, con la loro forte indisponibilità/intermittenza, bassa densità energetica, breve durata di progetto/funzionamento, grande utilizzo di materiali con una altrettanto grande quantità di materiali di riciclo, possano riuscire ad evitare l’uso dei fossili? Al contrario, le rinnovabili manterranno lo status-quo prolungando il consumo dei fossili e causando conseguenze climatiche estremamente pericolose su una scala temporale molto più breve di quella della propagandata, ma irraggiungibile, ‘transizione energetica’. L’energia nucleare invece, oltre a non avere le problematiche elencate (eh no, non ha neanche il falso problema delle ‘scorie’), è perfino più rinnovabile delle rinnovabili in quanto può trasformare materiali nucleari ‘fertili’ in ‘fissili’, cioè utilizzabili per produrre energia da fissione per decine/centinaia di migliaia di anni. Per poi riuscire a soddisfare indefinitamente le nostre esigenze energetiche quando la fusione, già dimostrata in impianti sperimentali, sarà utilizzata per la produzione di energia elettrica.

Tuttavia, il solo nucleare, ormai, non può fare miracoli. Per salvare la nostra civiltà bisognerà smettere di emettere gas a effetto serra e ricorrere ad una urgente e condivisa sobrietà: è necessario comprendere i limiti dell’irrazionale e nefasto liberalismo economico (con profitti e consumi illimitati) che oggi spinge ad andare controcorrente ‘atomizzando’ la generazione dell’elettricità, per esempio delegando la produzione dell’energia solare ai cittadini più agiati (un ulteriore intelligentissimo business) invece che di centralizzarla con minori costi ed un minore impatto ambientale per il bene di tutti.

Il tallone di Achille del nucleare è la quasi totale disinformazione che lo accompagna e che rafforza la paura irrazionale e la sfiducia nella scienza. Come pensarla diversamente in un mondo dove la scienza è usata per terrificanti e continui crimini contro l’umanità al punto da farci diventare indifferenti alla guerra e alla sofferenza… Per questa ragione rivolgo un accorato appello alle giovani generazioni affinché, attraverso il sapere scientifico, possano tornare a credere nel progresso e attuare quelle politiche che, sole, potranno evitare una crisi globale (climatica, ambientale e sociale): dobbiamo investire nella ‘Conoscenza’ come unico mezzo per salvare il pianeta!

Se avete dubbi sui benefici del nucleare leggete questo testo con attenzione: come il Buddismo ci insegna, è possibile guarire dagli ‘inquinanti mentali’ e scacciare la paura con la conoscenza…

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